giovedì 16 dicembre 2010

IL TAR DEL LAZIO HA BOCCIATO IL GASSIFICATORE DI ALBANO - QUESTA VOLTA IL "PACCO" DI NATALE SE LO E' PRESO MANLIO CERRONI!!!!

Con questa sentenza, il TAR del Lazio ha bocciato l’inceneritore dei Castelli Romani, GEMELLO DI QUELLO DI MEDIGLIA, accogliendo nella sua generalità quanto esperito dai movimenti cittadini unitariamente rappresentati nel Coordinamento Contro l’inceneritore di Albano.

IL SINDACO ALEMANNO PREANNUNCIA RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO CONTRO IL PARERE NEGATIVO DEL TAR!
QUESTO LA DICE LUNGA SU QUANTO ALCUNE FORZE POLITICHE CON DEMENZIALE OSTINAZIONE VOGLIONO IMPORRE SCELTE SUL TERRITORIO CHE SONO ILLEGITTIME, A VOLTE ILLECITE, MA SEMPRE CONTRARIE AGLI INTERESSI DEI CITTADINI! QUELLI DEI CASTELLI ROMANI SI SONO UNITI E HANNO OPPOSTO UNA FERMA RESISTENZA IN TUTTE LE SEDI! E HANNO VINTO!!!!!
SPERIAMO CHE QUESTO EVENTO SERVA DI LEZIONE ANCHE AGLI ABITANTI DI MEDIGLIA E DEL CIRCONDARIO!

Con la sentenza 76340/2010 la prima sezione del Tar del Lazio, presieduta dal giudice Giorgio Giovannini, ha accolto il ricorso principale presentato dal Coordinamentro contro l’inceneritore di Albano contro il gassificatore dei Castelli Romani. Il Tribunale amministrativo regionale annulla così la contestata VIA emessa dalla Regione Lazio nel marzo 2008, che esprimeva parere positivo sulla realizzazione dell’inceneritore. Accolti anche i ricorsi successivi, quello con cui i “No inc” si opponevano al secondo progetto di inceneritore presentato dalla Pontina Ambiente e al consumo di acqua dell’impianto, ritenuto eccessivo per il territorio.


Il Tar del Lazio ha annullato la delibera della precedente giunta regionale sul gassificatore di Albano. A annunciare la notizia che “è di qualche giorno fa ma è rimasta coperta dalla fiducia” votata ieri alla Camera, è il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il quale ha annunciato che il Comune è pronto a ricorrere al Consiglio di Stato. Alemanno ha però ammesso che questa decisione del Tar “indebolisce fortemente l’ipotesi di Albano e rilancia il problema dell’individuazione di nuovi impianti”. Secondo Alemanno, che ha parlato a margine di un convegno della Uir, questi impianti “non dovranno per forza essere due, ma anche uno con una maggiore potenzialità. Il problema più immediato – ha concluso il sindaco – l’alternativa a Malagrotta”.

_Nella giornata di lunedì 13 il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi presentati dal Comitato No inc contro la costruzione del contestato inceneritore di Albano. Il Tar ha annullato la Via, la valutazione di impatto ambientale, che dava l’inizio alla costruzione dell’impianto con non poche controversie politiche per il rilascio dell’autorizzazione da parte della giunta regionale allora guidata da Piero Marrazzo. La notizia del pronunciamento del Tar si è diffusa solo nella serata di oggi quando è stato avvertito il comitato No Inc del giudizio. Sono stati accolti oltre al ricorso principale anche quelli secondari che mettevano in discussione il progetto dell’inceneritore progettato con raffreddamento ad aria e non ad acqua, visto il grave deficit idrico della zona. Ricordiamo che insieme ai ricorsi dei comitati erano stati presentati ad adiuvandum i ricorsi delle amministrazione comunali coinvolte nell’impianto, primo fra tutti il comune di Albano che ha espresso tutta la sua soddisfazione per un vero lavoro di squadra. La notizia del No all’inceneritore da parte del Tar si è subito diffusa tramite il tam tam di facebook e le catene di sms in serata alle ore 22 comitati No Inceneritore e i cittadini sono scesi in piazza sotto il palazzo comunale per festeggiare e diffondere la notizia alla cittadinanza.

Il TAR del Lazio ha bocciato l’inceneritore più grande del mondo, l’inceneritore di Albano, l’inceneritore voluto da Cerroni e dai suoi boys, l’inceneritore della vergogna, l’inceneritore senza gara d’appalto, l’inceneritore voluto dai Sindaci dei Castelli Romani (Marco Mattei in testa, che da Sindaco di Albano è stato promosso da Cerroni e dalla Polverini ad Assessore all’Ambiente della Regione Lazio). Il TAR del Lazio accoglie il ricorso e annulla la valutazione di impatto ambientale, prot. n. 177177 dell’ 8.10.2008, l’autorizzazione integrata ambientale, prot. n. B3694 del 13.8.2009, l’ordinanza del Presidente della Regione Lazio n. 3 del 22.10.2008. Di fatto, il TAR del Lazio annulla tutti i provvedimenti di Marrazzo, il Presidente della Regione Lazio sotto ricatto per i noti filmati pornografici. Un’intera popolazione si è indignata per le gravissime irregolarità, sopprusi e scandali che hanno accompagnato questa bruttissima vicenda. Un sentito ringraziamento va all’impegno del Coordinamento contro l’inceneritore di Albano, dei comitati locali, dei numerosi cittadini che si sono battuti per la difesa del territorio e per dare una speranza al futuro dei Castelli Romani. Una menzione speciale va a Daniele Castri, che ha seguito in modo encomiabile il ricorso al TAR.

mercoledì 1 dicembre 2010

Risposta all’inserzione fatta sul sul Blog – Bettolino.it a firma del Signor Paolo Bianchi

Lesa maestà!!!

Di certo c’è che l’ex vicesindaco non scopre oggi cosa pensano del suo operato da amministratore la Fenice e di conseguenza anche Avanzi; il quale, quest’ultimo, non si è mai negato l’opportunità anche con toni elevati, di muovere all’ex vicesindaco tutte le critiche riferibili, sia in Consiglio Comunale che sugli organi di stampa. Riferibili ancor quando, lo stesso ex vicesindaco risultava essere uno dei firmatari (assieme agli altri membri della giunta, Andena compresa) di volantini infamanti nei confronti della Fenice e dei suoi membri del tipo, per la cronaca: LE ECOBALLE DELLA FENICE.

In quanto alle presunte affermazioni dette fuori microfono da Avanzi nei confronti dell’allora maggioranza, crediamo che i contenuti non siano molto differenti da ciò che si è espresso su questo blog, e del tutto leciti in quanto, in quel preciso istante si stava criticando l’operato di amministratori pubblici, sui quali crediamo nessuna norma vieti di poter criticare. In quanto alla forma espressa ed al linguaggio formulato li lasciamo al libero arbitrio dell’”ANONIMO PASSANTE” del quale, sarà cura dell’ex vicesindaco individuare la fonte e confrontare la rispondenza della terminologia usata.

Chi va a braccetto e con chi?!

Ci sentiamo di nuovo in dovere di rispondere che oggi, suo malgrado, LA FENICE con il suo gruppo consigliare si trova a grattare delle rogne che geneticamente sono riconducibili ad altri, e non certo per colpa nostra!!!

E’ un po’ come la questione della famosa delibera contro il Gassificatore, quella del febbraio del 2009, che nessuno seppe comprendere il motivo per cui sempre quei “rompic……” della Fenice votavano contro. Poi, a distanza di poco tempo, ci si accorge che l’impianto di Delibera Provinciale si manifesta debole e di conseguenza impugnabile da parte di MESECO. In quel documento non sono stati recepiti i vincoli escludenti essenziali, mai sollevati dall’amministrazione comunale in sede di Conferenza dei servizi in persona dell’ex vicesindaco (unica figura politica presente). Quel documento risulta troppo debole perché allora la giunta e la maggioranza erano troppo distratti dai fatti propri, dalle rincorse appresso ai più che giustificati malumori di popolo e allo stesso tempo era occupata su come annientare e raggelare il ruolo della Fenice. Troppe distrazioni che hanno portato a sottovalutare il fatto che non è sufficiente esprimere una posizione contraria, ma bisogna anche dare le motivazioni della scelta… questo LA FENICE lo aveva detto!!! E inoltre aveva anche fornito il contributo necessario… e ancora oggi c’è chi non ha capito (o fa finta di non aver capito) un bel niente!!!


Giovanelli, forse la nuova visione mostruosa di un ex vicesindaco in balia del delirio più totale?

In merito al Sig. Giovanelli, LA FENICE, nel confermandogli tutta la propria stima, crede che se egli lo riterrà opportuno, potrà rispondere direttamente e nella maniera più appropriata alle dichiarazioni rilasciate sul Blog del Bettolino. LA FENICE ritiene che quando si fa espresso riferimento ad aspetti accusatori di carattere penale che in sede di giudizio non sono mai stati accertati e che oltremodo riguardano persone che non sono state mai condannate, si stia travalicando uno scoglio che va ben al di là del seminato!

Riteniamo che in questo caso, qualcuno (??? …) l’abbia veramente fatta fuori dal vaso…

In merito ai rapporti che il Signor Giovanelli avrebbe con la nostra organizzazione, fino al momento in cui, eventualmente, il medesimo non sarà investito di un ruolo pubblico o istituzionale, la questione rimane un affare interno alla FENICE che rimane un laboratorio dove si accolgono volentieri tutte le persone espressione di credi e culture le più diverse, che con le loro esperienze personali si rendono disponibili a fornire un proprio contributo positivo nell’interesse del nostro paese.

Noi non possiamo far altro che ringraziare nuovamente tutti coloro che a vario titolo hanno collaborato e attualmente collaborano con la nostra organizzazione.

LA FENICE PER MEDIGLIA

La Presidenza, Il Direttivo e il Gruppo Consiliare

N.B. il nuovo “Riccardo Cuor di Leone”(versione 2009), durante l’assemblea pubblica del febbraio 2009 si guardò bene dall’affiancare il Suo Sindaco, abbandonata a se stessa nell’ affrontare i cittadini imbufaliti!

Dov’era, Lui, “Sua maestà”?

Nascosto in mezzo al pubblico, piantonato da quattro “amiconi”…non è forse vero!? Oppure sono le solite balle degli altri… questa volta ci andremmo cauti a far passare “gli altri” per delatori… ci sono in circolazione dei filmati molto interessanti!!!

giovedì 25 novembre 2010

GUARDA UN PO' CHI SI RIVEDE!!

I MEDIGLIESI HANNO SCOPERTO CHE A MEDIGLIA

ESISTEREBBE UNA LEGA NORD

CHE OPERA E LAVORA?!?!



E’ apparso in questi giorni un volantino della Lega Nord che a Mediglia si propone come forza di rinnovamento e cambiamento!?

Noi restiamo basiti…

Ma in questi anni, dopo le ultime elezioni dov’erano finiti questi “operai della politica” ?

Si erano presentati alle ultime elezioni, e ne avevano per tutti !!!

Poi … spariti !!!

Forse si erano rinchiusi in una profonda riflessione …

Nel frattempo, NOI ci siamo dovuti smalloppare il “GASSIFICATORE” e tutti i casini dell’ANDENA e dei suoi EX COLLEGHI…

e la LEGA che cosa pensava e cosa ha fatto?

Noi non sappiamo nemmeno che faccia abbiano questi signori … e forse loro neppure sanno dov’è l’uscio del comune …

Come è possibile che una organizzazione politica si risvegli da un letargo durato 4 anni e mezzo solo in prossimità delle elezioni amministrative???

A noi pare ci voglia proprio una bella faccia tosta!

E le Grandi Opere alle quali si fa riferimento nel volantino, per caso, mica faranno riferimento a quelle dalla “Compagnia delle O…” tanto cara ai soliti componenti di Comunione e Liberazione

che da oltre un decennio governano Mediglia e che in questo momento, vista la defezione dell’ANDENA, sono alla ricerca di nuova “compagnia” per rastrellare voti ???

COMPLIMENTI ALLA LEGA! Prego, si accomodi pure !!!

… e invece delle solite frasi fatte e degli slogan propagandistici che non dicono nulla … provi a mettere sul piatto qualche valutazione politica e ad esprimere qualcosa di concreto e realizzabile…

ammesso che ci riesca!!!

sabato 13 novembre 2010

LA LONGA MANU DI COMUNIONE E LIBERAZIONI SU MEDIGLIA!












LA SINESIS DI CUI SI PARLA IN QUESTO DOCUMENTO HA AVUTO UN RUOLO CENTRALE NELLA PROGETTAZIONE SIA DEL TRITOVAGLIATORE-COMPOSTAGGIO SIA DEL CONSEGUENTE GASSIFICATORE!!!!!!!!!!!!!!

Cl e Compagnia delle Opere: il cancro della Chiesa

Gli articoli sono stati presi da Altreconomia - l'informazione per agire. Consiglio a tutti questa Rivista.

da Altreconomia - l’informazione per agire

mese di settembre 2009

Inchiesta/Geografie del potere

Commistione e lottizzazione

Attorno al movimentò ecclesiale Comunione e Liberazione

ruota una vasta rete di interessi economici e politici.

Il cuore è in Lombardia

70 miliardi di euro:
è il fatturato (stimato)
delle 34mila aziende aderenti
alla Compagnia delle Opere.

A Crema, in provincia di Cremona, sono arrivati 4,5 milioni di euro per costruire una scuola privata. La Regione Lombardia, ricevuta la richiesta di finanziamento dalla Fondazione Charis, ha stanziato i soldi in appena due settimane. Efficienza, secondo gli amministratori regionali. Favoritismo, dicono dall'opposizione: la scuola è di fedele osservanza ciellina, ovvero è riconducibile a Comunione e Liberazione, il movimento ecclesiastico fondato negli anni Sessanta a Milano da don Luigi Giussani.

Nell'assestamento al bilancio del 2009, attualmente in discussione, il progetto di legge 399 prevede che la Regione possa riconoscere agli ospedali posseduti da enti ecclesiastici la totale equiparazione agli ospedali pubblici, con conseguente possibilità che i loro buchi di bilancio siano ripianati con soldi pubblici. Il provvedimento tocca cinque ospedali tra cui il San Giuseppe di Milano, di cui è coordinatore scientifico Giancarlo Cesana, l'allievo prediletto di don Giussani. Cesana è stato appena nominato presidente del polo di ricerca e cura Policlinico-.Mangiagalli-Regina Elena. Mangiagalli per i milanesi vuol dire nascite, ma anche aborti. Qualcuno teme che su questo fronte l'arrivo del dirigente ciellino metta a rischio la laicità della struttura pubblica.

Ancora a Crema, l'Opera pia marina cremasca ha ottenuto il beneplacito regionale per ristrutturare la sua storica colonia di Finale Ligure, dove passavano le vacanze i figli delle famiglie a basso reddito. Poi però la colonia è diventata un hotel a quattro stelle, dato in gestione alla Cooperativa sociale Iros di Milano, anche questa di area Cl. Nel 2007 il Banco alimentare, ente di beneficenza di diretta emanazione ciellina ha ottenuto un finanziamento regionale di 750mila euro. Il Banco raccoglie le eccedenze alimentari e le mette a disposizione dei poveri, un'opera meritoria, ma di organizzazioni che fanno buone cose ce ne sono tante: perché in Lombardia così tanti soldi e favori pubblici vanno a soggetti così ben determinati?

Ogni agosto va in scena il tradizionale Meeting di Cl a Rimini (quest'anno alla trentesima edizione, vedi box a destra), e siamo quotidianamente informati sugli interventi di ministri e leader di partito, sugli applauditi e sui fischiati, e su chi risulta essere più "bipartisan".

Comunione e Liberazione, però, è anche un nodo importante del sistema di potere politico ed economico, soprattutto in Lombardia, la Regione che ha dato i natali a don Giussani, che ha tenuto a battesimo il movimento nel 1969, che è retta da 14 anni da un presidente ciellino, Roberto Formigoni. E fu lo stesso don Giussani a promuovere la Compagnia delle Opere, il braccio economico dell'organizzazione, una sorta di Confindustria bianca fondata nel 1986.

Il sistema lombardo. Ogni volta che si tocca questo tasto, Comunione e Liberazione precisa di essere un movimento ecclesiale che nulla ha a che fare con imprese e affari. Proprio come insegna Cl, però, al centro c'è la persona. E la persona è unica: prega, fa affari, dà finanziamenti, riceve finanziamenti,

fa carriera, fa fare carriera. Nella sanità lombarda, la fetta più ricca del bilancio regionale, è difficile fare carriera se non si è targati Cl. Gli altri settori meglio presidiati dai seguaci di don Giussani sono la scuola, la formazione professionale, l'ente Fiera (il maggior operatore fieristico italiano e uno dei maggiori del mondo: nel 2008 ha fatturato 306 milioni di euro e fatto profitti per 4,7 milioni), mentre un nuovo terreno di conquista è l'housing sociale. In omaggio al principio della "sussidiarietà", cavallo di battaglia del movimento, Cl e la Compagnia delle opere sono in prima fila là dove l'impresa privata incontra i fondi pubblici. Che poi è l'essenza del "modello Formigoni", gratificato dal consenso popolare di ben tre mandati, che potrebbero diventare quattro con le elezioni dell'anno prossimo. C'è ancora qualcuno, però, che al modello non si adatta. «Nel sistema lombardo, la Compagnia delle Opere è un'invenzione formidabile», afferma Mario Agostinelli, capogruppo di Sinistra-Un'altra Lombardia in Consiglio regionale, «perché si interpone tra i bisogni dei cittadini e una massa considerevole di imprese del campo etico-sociale: assistenza, istruzione, formazione... Così sfugge l'elemento della privatizzazione ed emerge quello del volontariato, del “dono”». Sul modello formigoniano, Agostinelli ha curato un libro, La corsa è finita (Unaltralombardia 2007). «Tanta fama di eccellenza è a scapito del bene pubblico, della qualità della vita delle generazioni future. I diritti privatizzati vengono erogati soltanto se sono remunerativi».

C'è chi si spinge oltre, come il funzionario regionale Enrico De Alessandri, che sta lavorando a un libro sull”assalto al potere" di Cl in Lombardia (www.teopol.it) e invita alla mobilitazione contro il "movimento fondamentalista" che ha assunto "una posizione monopolista" in Regione.

Lo strapotere di Cl è contestato anche nel centrodestra. La Padania, quotidiano della Lega Nord, si è scagliata più volte contro la sovrabbondante presenza ciellina nelle nomine sanitarie, mentre in Forza Italia, ora Pdl, emergono periodici tentativi di fronda laica: «In Lombardia il ruolo e il potere che ha assunto Formigoni e il sistema connesso di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere determinano la quasi totalità delle scelte di tipo politico e amministrativo, a fronte di un peso elettorale che non raggiunge un decimo dei voti di Forza Italia», scriveva a Silvio Berlusconi nel 2005 un gruppo di esponenti milanesi del partito, tra i quali l'attuale presidente della Provincia Guido Podestà.

I numeri e gli interessi. La Compagnia delle Opere è un'associazione imprenditoriale che raccoglie circa 34mila imprese, soprattutto medie e piccole, e un migliaio di organizzazioni no profit, accomunate dal motto "un criterio ideale, un'amicizia operativa". In Italia conta una quarantina di sedi, e un fatturato annuo stimato di 70 miliardi di euro: la Lombardia è la regione dove è di gran lunga più forte, e in generale il movimento è "nordico", con una buona presenza anche in Emilia-Romagna, mentre al Sud si sta registrando un'espansione in Sicilia. Le sedi estere sono una decina. dall'Argentina al Kenya passando per Polonia e Svizzera, e coincidono con i Paesi menzionati nei piani di sviluppo internazionale della Regione Lombardia. L'attuale presidente della Cdo, il tedesco Bernhard Scholz, l'anno scorso è subentrato a Raffaello Vignali, diventato deputato del Pdl. Quanto a Comunione e Liberazione, le stime disponibili danno circa 100mila aderenti in Italia, ma il movimento è presente in una sessantina di Paesi, letteralmente in mezzo mondo.

Come tutte le organizzazioni di categoria, la Compagnia delle Opere fa lobbying su temi che stanno a cuore agli associati a giugno un convegno sull'istruzione si è chiuso con l'ennesima richiesta di sostegno pubblico alle scuole paritarie e di abolizione del valore legale del titolo di studio, un "lacciuolo" che ostacola l'attività degli istituti privati. La Cdo di Milano controlla il Consorzio Scuole Lavoro, importante operatore nel settore della formazione professionale, che nella ricca Lombardia è il principale destinatario dei Fondi strutturali europei. "Dalla culla alla tomba", si diceva dell'assistenza statale nei Paesi comunisti. Cl e la Cdo sono sulla buona strada, visto che dopo scuola e formazione sono ben piazzati nell'orientamento e accompagnamento al lavoro, e a tanti altri servizi assistenziali alla persona, con la Federazione centri di solidarietà, che conta un centinaio di aderenti in tutta Italia.

Fedeli e peccatori. Oltre a Formigoni, il nodo più importante della ragnatela ciellina in Lombardia è Maurizio Lupi, parlamentare di Forza Italia, fedelissimo di Berlusconi (mentre Formigoni, eterno aspirante alla successione di Silvio, è tenuto a una certa distanza) e possibile futuro candidato sindaco di Milano. A Strasburgo, invece, l'ascesa di Mario Mauro alla carica di presidente del Parlamento europeo è stata bloccata dalla risonanza internazionale del caso Berlusconi-escort (tema che invece non sembra scandalizzare i devoti ciellini di Forza Italia). Nella giunta regionale vanno ricordati Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture e collezionista di innumerevoli cariche in società pubbliche, e Gianni Rossoni, assessore a Istruzione, formazione e lavoro. Cattaneo è anche presidente del Consiglio di sorveglianza della società Infrastrutture lombarde, un centro di potere enorme perché funge da "stazione appaltante" di tutte le grandi opere regionali, a cominciare dalla costruzione di nuovi ospedali. Meno noto ma non meno potente è Nicola Maria Sanese, segretario generale della Regione. considerato una sorta di "vicegovernatore". Un nome storico di Cl. Robi Ronza. tra i fondatori del Meeting di Rimini, è Delegato del presidente alle Relazioni internazionali. Sul fronte della Sanità vanno ricordati almeno il direttore generale del settore, Carlo Lucchina, il presidente dell'Ospedale di Niguarda Pasquale Cannelli, quello del San Matteo di Pavia Alberto Guglielmo, oltre al già citato Cesana. La Fiera, altro grande erogatore di fondi e commesse. soprattutto in pista dell'Expo 2015, è presidiata militarmente con Luigi Roth, presidente della Fondazione Fiera, Claudio Artusi, amministratore delegato di Fiera Milano spa, Antonio Intiglietta, presidente della Ge. Fi. (Gestione Fiere). Non basta: l'onorevole Lupi è amministratore delegato di Fiera Milano congressi spa, di cui è presidente un altro ciellino storico, Giuseppe Zola. Tanta vicinanza ai soldi e al potere ha provocato guai giudiziari a diversi esponenti del Movimento, che pagò un discreto tributo anche ai tempi dell'inchiesta Mani pulite. Giulio Andreotti è rimasto una star del Meeting anche dopo che il suo passato legame con Cosa nostra è stato accertato in sede giudiziaria. Roberto Formigoni non è mai stato messo in discussione, neanche per la vicenda 0i1for Food, l'affare sul petrolio iracheno da decina di miliardi di dollari per la quale sono stati condannati in primo grado per corruzione alcuni suoi stretti collaboratori. Era stato presidente della Compagnie delle Opere della Calabria Antonio Saladino, il protagonista dell'inchiesta Why not dell'ormai ex pm Luigi De Magistris: sulla tenuta giudiziaria dell'impianto d'accusa circolano riserve anche autorevoli (in particolare quella del procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro), ma quelle carte descrivono perfettamente la perversione di un sistema dove troppi soldi pubblici finiscono nelle tasche di pochi imprenditori.

Foto
In apertura, una passata edizione del Meeting di Cl a Rimini.
In alto: Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia.
In basso a destra, il cantiere della nuova sede della Regione, a Milano

Rimini, lo sponsor è armato

La trentesima edizione del Meeting di Rimini, in programma dal 23 al 29 agosto, ha per tema “la conoscenza è sempre un avvenimento". Oltre alla nutrita schiera di ministri, uomini politici di centrodestra e di centrosinistra, giornalisti, la guest star di questa edizione dovrebbe essere Jeb Bush, ex governatore della Florida e fratello di George W. (e grande fan della pena di morte). I temi di cui si parla sono soprattutto "il lavoro, il welfare, l'energia, la scuola e l'urbanistica", ha annunciato il presidente della Cdo Scholz. Tra gli sponsor di quest'anno, il sito ufficiale (www.meetingrimini.org) elenca soltanto l'industria aerospaziale e di Difesa Finmeccanica, l'Agenzia del Territorio (ente che dipende dal ministerio dell'Economia), Lombardia Informatica (società della Regione Lombardia) e la rivista Tracce, organo di Cl. Altri sponsor storici sono Aams Gioco sicuro (in pratica i Monopoli di Stato), il gruppo Sai Fondiaria di Salvatore Ligresti, la banca Intesa-San Paolo, a cui si aggiungono altre 200 aziende. Da qualche anno si trascina la polemica alimentata dagli ex diessini emiliani, secondo i quali molte coop rosse tradiscono le Feste dell'Unità (e le loro successive varianti) per prenotare uno stand al Meeting. Risultato: secondo Repubblica, l'anno scorso l'incontro di Cl ha incassato 8 milioni e 600mila euro in una settimana (e ha chiuso il bilancio in pareggio); la Festa nazionale dell'Unità, che si svolgeva proprio a Rimini, 6,4 milioni di euro in 25 giorni.


L'incontro con le coop rosse

Bianchi e rossi si scontrano nei salotti televisivi, ma gli affari sono affari. Gli intrecci tra le cooperative cielline, e cattoliche in genere, e quelle che si portano dietro l'eredità del Partito comunista italiano sono sempre più frequenti. A volte sono frutto di una spartizione politica, come accade in molte lottizzazioni edilizie, ma spesso sono accordi alla luce del sole. Qualche esempio? Nel novembre del 2008 è stata annunciata la fusione tra Os, la mutua sanitaria della Compagnia delle Opere, e Insieme salute, aderente a Legacoop. Un patto economico ma anche politico, "al di là delle ideologie", benedetto dalla firma dei massimi vertici delle due organizzazioni, Bernhard Scholz per la Cdo e Giuliano Poletti per Legacoop. La sintonia arriva da lontano. Già nel 1997 le bianche e le rosse colsero al volo la nuova opportunità di creare agenzie di lavoro interinale, il cosiddetto "lavoro in affitto”. Nacque così Obiettivo lavoro, all'epoca la più grande agenzia europea del settore. A gennaio di quest'anno la svolta ha toccato un tempio della tradizione di sinistra: il porto di Genova, dove è attiva la società di lavoro interinale Intempo, passata dall'associazione delle compagnie portuali a un fifty-fifty, tra Legacoop e Cdo. Un'altra casa comune è la Fondazione Abitare la città, che a Milano opera nell’housing sociale. È costituita da cooperative aderenti a Legacoop, Cdo di Milano e provincia. Confcooperative Lombardia.

Bernhard Scholz, neo-presidente della Compagnia delle Opere:

l'ospedale Niguarda; Giancarlo Cesana, Policlinico di Milano

IL MINISTERO DELL'ECONOMIA DURO SULLA GESTIONE DEL NIGUARDA DI MILANO

Gli occhi sulla sanità lombarda

Questa volta non si può dire che sia un attacco della sinistra, perché la relazione degli uomini dell'Ispettorato generale di Finanza del ministero dell'Economia è datata 19 aprile 2008, in piena era Tremonti. La relazione, svelata a maggio dall'Espresso, in oltre 400 pagine demolisce l'amministrazione dell'Ospedale Niguarda, uno dei più importanti e storici di Milano, diretto dal ciellino Pasquale Cannatelli. In particolare si sofferma sul fronte del grande progetto di ampliamento che prevede la costruzione di un nuovo edificio. I giudizi, argomentati da una gran mole di riferimenti normativi e dettagli tecnici, sono trancianti. Compensi per consulenze "anormalmente elevati", incarichi a ditte esterne per attività che svolte all'interno sarebbero "costate zero", pagamenti a fronte di "non si sa quale prestazione", illegittimità che "emergono in maniera clamorosa", "forzature della normativa sfociate in vere e proprie illegittimità", omissioni "di una gravità assoluta" e così via.

Tutto comincia nel 2004, quando l'Azienda ospedaliera Niguarda-Ca' Granda affida la progettazione del nuovo edificio ospedaliero - un'opera da circa 180 milioni di euro - a una società mista pubblico-privata costituita internamente, la Nec. Il rapporto non lo dice, ma il socio privato è il consorzio Par, formato da due società di progettazione, Proger e Sinesis, e dallo studio tecnico Redaelli. Il blocco privato è titolare del 40 per cento delle azioni; il restante 60 per cento è in mano all'azienda ospedaliera. La Sinesis, impegnata in tutte le grandi opere lombarde, dal futuro palazzo della Regione al nuovo Polo fieristico, ha sede a Milano proprio nel palazzo della Compagnia delle Opere, in via Achille Papa 30, e collabora con l'organizzazione ciellina.

I pesanti rilievi degli ispettori del ministero dell'Economia cominciano proprio da qui: il collegio di vigilanza di Niguarda, sostengono, non aveva alcun titolo per conferire l'incarico alla Nec, con un compenso di un milione 978mila euro più Iva, poi lievitato a 2 milioni 421 mila più Iva. Intorno alla Nec, figura ibrida tra pubblico e privato, si crea una grave confusione normativa: svolge opere in house o sul libero mercato? È qui che le illegittimità "emergono in maniera clamorosa", si legge nel rapporto. Gli ispettori giudicano grave anche il conferimento di una consulenza da 100mila euro al dottor Maurizio Mauri, direttore generale della Fondazione Cerba (Centro europeo di ricerca biomedica avanzata), collaboratore tra l'altro dell'associazione ciellina Medicina e persona. Ecco il compenso che gli ispettori giudicano "anormalmente elevato", privo di disciplinare d'incarico e che avrebbe dovuto essere assegnato "per concorso". In più ci sono 6 milioni di euro per Finlombarda spa - la finanziaria della Regione Lombardia coinvolta nello studio di fattibilità - ma gli ispettori non capiscono a fronte di quali prestazioni.

La relazione è impietosa anche nei confronti della gara d'appalto dei lavori per la costruzione del nuovo edificio. A cominciare dal bando, "fuorviante e minimizzante", dove a stento si capiva l'oggetto della gara, quasi a voler sviare eventuali partecipanti. Poi c'è lo strano caso della Techint, una delle "sette sorelle" della sanità privata italiana con il gruppo Humanitas (vedi Altreconomia n.101), che partecipa alla gara ma a un certo punto fa un’”offerta suicida", si legge nel documento, come se volesse rinunciare volontariamente al ricchissimo piatto di Niguarda. Così nel 2005 la spunta un'associazione temporanea di imprese guidato dalla Cmb di Carpi, in provincia di Modena. Cioè la regina delle cooperative rosse.
La conclusione degli ispettori del ministero è drastica: tutta l'operazione comporta profitti "senza rischi" per i privati e "un grave danno per la pubblica amministrazione".

giovedì 4 novembre 2010

RIFIUTI: MANTENERE ALTA LA GUARDIA!

Questa mattina su RAI1 c'erano Rutelli e Lupi che si intrattenevano amabilmente parlando di rifiuti. Vi propongo alcune perle.

Rutelli:
"Un inceneritore inquina meno di un caminetto";
"Quando ero sindaco di Roma ho fatto [sintomatico: non "ho autorizzato a fare"] un inceneritore di rifiuti speciali e funziona ancora [quello di Malagrotta del Cerroni, ndr]";
"Si alla raccolta differenziata ma si ai termovalorizzatori".

Lupi:
"In Lombardia ci sono 26 discariche e 8 inceneritori";
"Un inceneritore è al centro di Vienna e nessuno si lamenta";
"E' necessariamente doloroso [in deroga al federalismo] riportare queste competenze al Governo di Roma".
"L'indotto di un inceneritore vale 100 milioni di euro e crea occupazione".

QUESTI SIGNORI STANNO COMPLOTTANDO DI UTILIZZARE L'EMERGENZA IN CAMPANIA PER IMPORRE UNA [INESISTENTE] EMERGENZA NAZIONALE E FORZARE IN TAL MODO LA REALIZZAZIONE DI INCENERITORI A GOGO', PERCHE' LO IMPORREBBE L'EUROPA.

L'Europa ci sta imponendo di fare quello che questi signori non hanno mai fatto: la riduzione della produzione di rifiuti, specie degli imballaggi, la raccolta differenziata totale, il riciclo, l'applicazione di tariffe al Kg per gli utenti, ossia la cosiddetta strategia ZERO-RIFIUTI. Che funziona benissimo in tutti i posti, anche in Italia, in cui è stata attuata.

Perché i due signori di cui sopra, appartenenti al centro-destra e al centro-sinistra dicono baciandosi quasi in bocca quello che dicono?

Vale la pena di ricordare che Lupi è un esponente di punta di Comunione e Liberazione in Lombardia e che la Compagnia delle Opere ha enormi interessi in questo settore?
Vale la pena di ricordare che dentro il centro sinistra è ancora all'opera una potente tecnostruttura legata a interessi economici altrettanto forti che girano intorno al sistema delle cooperative rosse e bianche?

QUESTI SIGNORI PROGETTANO LE LEGGI PRIGIONIERI DELLE LOGICHE ECONOMICHE E DI POTERE CHE INTERESSANO LE LOBBY CHE LI SOSTENGONO. ANCHE QUANDO CIO' AVVIENE NEL RISPETTO DELLA LEGALITA' SPESSO NON AVVIENE NELL'INTERESSE DEI CITTADINI.

L'UNICA CONTROMISURA POSSIBILE PER RIAPPROPRIARSI DEL GOVERNO DEL TERRITORIO SU CUI VIVIAMO E' SOSTENERE ALTERNATIVE AMMINISTRATIVE A LIVELLO COMUNALE PROPOSTE DA LISTE CIVICHE SVINCOLATE DALLE OPPRIMENTI E IMBARAZZANTI PRESSIONI DELLE LOBBY POLITICHE E AFFARISTICHE E A PERSONE DI SPECCHIATA ONESTA' E DI PROVATA COMPETENZA.

MEDITATE CITTADINI DI MEDIGLIA, MEDITATE!



martedì 2 novembre 2010

CHI LI HA VISTI?

Qualche volta ricordo una canzoncina che mio padre cantava “Signor vigile pardon devo andare alla stazion, mi sa dare indicazion?”